HOMENEWSWIADOMOŚCISHOPSYNODLINKS





17th October - Pope's Synod Speech - Italian & English - For Comparison

For any use of this comparison material please credit jlpressagency.com and include a link to this page

Note 1; Paragraph numbers have been added by jlpressagency to the original Italian text for ease of reference.

Note 2: All spelling in the English has been checked for conformity to the original translation. Where "(sic)" appears in the body of the text, this indicates that the (assumed) error is as in the original.
1. Commemorazione del 50.mo anniversario dell’Istituzione del Sinodo dei Vescovi: Discorso del Santo Padre Francesco, 17.10.2015 Si è tenuta questa mattina nell’Aula Paolo VI in Vaticano la Commemorazione del 50° anniversario dell’istituzione del Sinodo dei Vescovi. L’evento è iniziato alle ore 9 con l’introduzione del Segretario generale del Sinodo dei Vescovi, Card. Lorenzo Baldisseri, e la Relazione commemorativa del Card. Christoph Schönborn, Arcivescovo di Vienna e Presidente della Conferenza Episcopale dell’Austria, ed è proseguito con le comunicazioni di cinque Presuli in rappresentanza di tutti i continenti. (I testi sono riportati sul bollettino n. 795). A chiusura dell’incontro, il Santo Padre Francesco ha rivolto ai partecipanti il discorso che pubblichiamo di seguito: Discorso del Santo Padre Pope Francis’ Address at Commemorative Ceremony for the 50th Anniversary of the Synod of Bishops (a cura Redazione "Il sismografo) October 17, 2015 - Paul VI Audience Hall – Vatican City [Working translation prepared by Fr. Thomas Rosica, CSB, English language media attaché, Holy See Press Office] - Without footnotes
***
2. Beatitudini, Eminenze, Eccellenze, Fratelli e Sorelle, Pope Francis Your Beatitudes, Eminences, Excellencies, Brothers and Sisters,
3. mentre è in pieno svolgimento l’Assemblea Generale Ordinaria, commemorare il cinquantesimo anniversario dell'istituzione del Sinodo dei Vescovi è per noi tutti motivo di gioia, di lode e di ringraziamento al Signore. Dal Concilio Vaticano II all'attuale Assemblea, abbiamo sperimentato in modo via via più intenso la necessità e la bellezza di "camminare insieme". As the XIV Ordinary General Assembly is underway, it is a joy for me to commemorate the fiftieth anniversary of the institution of the Synod of Bishops and to praise and honor the Lord for the Synod of Bishops. From the Second Vatican Council up to the current Synod on the Family, we have gradually learned of the necessity and beauty of “walking together.”
4. In tale lieta circostanza desidero rivolgere un cordiale saluto a Sua Eminenza il Cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale, con il Sotto-Segretario Sua Eccellenza Monsignor Fabio Fabene, gli Officiali, i Consultori e gli altri Collaboratori della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, quelli nascosti, che fanno il lavoro di ogni giorno fino a tarda serata. Insieme a loro, saluto e ringrazio della loro presenza i Padri sinodali e gli altri Partecipanti all'Assemblea in corso, nonché tutti i presenti in quest'Aula. On this happy occasion I would like to extend a cordial greeting to His Eminence Cardinal Lorenzo Baldisseri, Secretary General of the Synod of Bishops along with the Undersecretary, His Excellency Archbishop Fabio Fabene, the Officials, the Consultors and other collaborators in the General Secretariat of the Synod of Bishops. Together with them, I greet and thank the Synod Fathers and other participants in this Synod gathered here this morning in this hall.
5. In questo momento vogliamo anche ricordare coloro che, nel corso di cinquant'anni, hanno lavorato al servizio del Sinodo, a cominciare dai Segretari Generali che si sono succeduti: i Cardinali Władysław Rubin, Jozef Tomko, Jan Pieter Schotte e l'Arcivescovo Nikola Eterović. Approfitto di tale occasione per esprimere di cuore la mia gratitudine a quanti, vivi o defunti, hanno contribuito con un impegno generoso e competente allo svolgimento dell'attività sinodale. At this time we also want to remember those who, over the course of the last 50 years, have worked in the service of the Synod, starting from the successive General Secretaries: Cardinals Władysław Rubin, Jozef Tomko, Jan Pieter Schotte and Archbishop Nikola Eterovic. I take this opportunity to express my deepest, heartfelt gratitude to those – both living and deceased – who made such generous and competent contributions to the activities of the Synod of Bishops.
6. Fin dall'inizio del mio ministero come Vescovo di Roma ho inteso valorizzare il Sinodo, che costituisce una delle eredità più preziose dell'ultima assise conciliare[1]. Per il Beato Paolo VI, il Sinodo dei Vescovi doveva riproporre l'immagine del Concilio ecumenico e rifletterne lo spirito e il metodo[2]. Lo stesso Pontefice prospettava che l'organismo sinodale «col passare del tempo potrà essere maggiormente perfezionato»[3]. A lui faceva eco, vent'anni più tardi, San Giovanni Paolo II, allorché affermava che «forse questo strumento potrà essere ancora migliorato. Forse la collegiale responsabilità pastorale può esprimersi nel Sinodo ancor più pienamente»[4]. Infine, nel 2006, Benedetto XVI approvava alcune variazioni all'Ordo Synodi Episcoporum, anche alla luce delle disposizioni del Codice di Diritto Canonico e del Codice dei Canoni delle Chiese orientali, promulgati nel frattempo[5]. From the beginning of my ministry as Bishop of Rome I intended to enhance the Synod, which is one of the most precious legacies of the Second Vatican Council. For Blessed Paul VI, the Synod of Bishops was meant to keep alive the image of the Ecumenical Council and to reflect the conciliar spirit and method. The same Pontiff desired that the synodal organism "over time would be greatly improved." Twenty years later, St. John Paul II would echo those sentiments when he stated that "perhaps this tool can be further improved. Perhaps the collegial pastoral responsibility can find even find a fuller expression in the Synod.” Finally, in 2006, Benedict XVI approved some changes to the Ordo Synodi Episcoporum, especially in light of the provisions of the Code of Canon Law and the Code of Canons of the Eastern Churches, promulgated in meantime.
7. Dobbiamo proseguire su questa strada. Il mondo in cui viviamo, e che siamo chiamati ad amare e servire anche nelle sue contraddizioni, esige dalla Chiesa il potenziamento delle sinergie in tutti gli ambiti della sua missione. Proprio il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio. We must continue on this path. The world in which we live and that we are called to love and serve even with its contradictions, demands from the Church the Church (sic) the strengthening of synergies in all areas of her mission. And it is precisely on this way of synodality where we find the pathway that God expects from the Church of the third millennium.
***  
8. Quello che il Signore ci chiede, in un certo senso, è già tutto contenuto nella parola "Sinodo". Camminare insieme -Laici, Pastori, Vescovo di Roma- è un concetto facile da esprimere a parole, ma non così facile da mettere in pratica. In a certain sense, what the Lord asks of us is already contained in the word "synod." Walking together – Laity, Pastors, the Bishop of Rome – is an easy concept to put into words, but not so easy to put into practice. After reiterating that People of God is comprised of all the baptized who are called to "be a spiritual edifice and a holy priesthood," the Second Vatican Council proclaims that "the whole body of the faithful, anointed as they are by the Holy One, cannot err in matters of belief and manifests this reality in the supernatural sense of faith of the whole people, when 'from the bishops to the last of the lay faithful' show thier (sic) total agreement in matters of faith and morals."
9. Dopo aver ribadito che il Popolo di Dio è costituito da tutti i Battezzati chiamati a «formare una dimora spirituale e un sacerdozio santo»[6], il Concilio Vaticano II proclama che «la totalità dei Fedeli, avendo l'unzione che viene dal Santo (cfr. 1 Gv 2, 20 e 27), non può sbagliarsi nel credere, e manifesta questa sua proprietà mediante il senso soprannaturale della fede di tutto il Popolo, quando "dai Vescovi fino agli ultimi Fedeli laici" mostra l'universale suo consenso in cose di fede e di morale»[7]. Quel famoso infallibile “in credendo”.
10. Nell'esortazione apostolica Evangelii gaudium ho sottolineato come «il Popolo di Dio è santo in ragione di questa unzione che lo rende infallibile "in credendo"»[8], aggiungendo che «ciascun Battezzato, qualunque sia la sua funzione nella Chiesa e il grado di istruzione della sua fede, è un soggetto attivo di evangelizzazione e sarebbe inadeguato pensare ad uno schema di evangelizzazione portato avanti da attori qualificati in cui il resto del Popolo fedele fosse solamente recettivo delle loro azioni»[9]. Il sensus fidei impedisce di separare rigidamente tra Ecclesia docens ed Ecclesia discens, giacché anche il Gregge possiede un proprio "fiuto" per discernere le nuove strade che il Signore dischiude alla Chiesa[10].

In the Apostolic Exhortation Evangelii Gaudium I stressed that “the people of God is holy because this anointing makes [the people] infallible “in matters of belief”, adding that “each baptized person, no matter what their function is in the Church and whatever educational level of faith, is an active subject of evangelization and it would be inappropriate to think of a framework of evangelization carried out by qualified actors in which the rest of the faithful People were only recepients of their actions.  The sensus fidei prevents rigid separation between “Ecclesia” (Church) and the Church teaching, and learing (sic) (Ecclesia docens discens), since even the Flock has an “instinct” to discern the new ways that the Lord is revealing to the Church.

11. È stata questa convinzione a guidarmi quando ho auspicato che il Popolo di Dio venisse consultato nella preparazione del duplice appuntamento sinodale sulla famiglia, come si fa e si è fatto di solito con ogni “Lineamenta”. Certamente, una consultazione del genere in nessun modo potrebbe bastare per ascoltare il sensus fidei. Ma come sarebbe stato possibile parlare della famiglia senza interpellare le famiglie, ascoltando le loro gioie e le loro speranze, i loro dolori e le loro angosce[11]? Attraverso le risposte ai due questionari inviati alle Chiese particolari, abbiamo avuto la possibilità di ascoltare almeno alcune di esse intorno a delle questioni che le toccano da vicino e su cui hanno tanto da dire. It was this conviction that guided me when I desired that God's people would be consulted in the preparation of the two-phased synod on the family. Certainly, a consultation like this would never be able to hear the entire sensus fidei (sense of the faith). But how would we ever be able to speak about the family without engaging families, listening to their joys and their hopes, their sorrows and their anguish? Through the answers to the two questionnaires sent to the particular Churches, we had the opportunity to at least hear some of the people on those issues that closely affect them and about which they have much to say.
12. Una Chiesa sinodale è una Chiesa dell'ascolto, nella consapevolezza che ascoltare «è più che sentire»[12]. È un ascolto reciproco in cui ciascuno ha qualcosa da imparare. Popolo fedele, Collegio episcopale, Vescovo di Roma: l'uno in ascolto degli altri; e tutti in ascolto dello Spirito Santo, lo «Spirito della verità» (Gv 14, 17), per conoscere ciò che Egli «dice alle Chiese» (Ap 2, 7). A synodal church is a listening church, knowing that listening "is more than feeling.” It is a mutual listening in which everyone has something to learn. Faithful people, the College of Bishops, the Bishop of Rome: we are one in listening to others; and all are listening to the Holy Spirit, the "Spirit of truth" (Jn 14:17), to know what the Spirit "is saying to the Churches" (Rev 2:7).
13. Il Sinodo dei Vescovi è il punto di convergenza di questo dinamismo di ascolto condotto a tutti i livelli della vita della Chiesa. Il cammino sinodale inizia ascoltando il Popolo, che «pure partecipa alla funzione profetica di Cristo»[13], secondo un principio caro alla Chiesa del primo millennio: «Quod omnes tangit ab omnibus tractari debet». Il cammino del Sinodo prosegue ascoltando i Pastori. Attraverso i Padri sinodali, i Vescovi agiscono come autentici custodi, interpreti e testimoni della fede di tutta la Chiesa, che devono saper attentamente distinguere dai flussi spesso mutevoli dell'opinione pubblica. Alla vigilia del Sinodo dello scorso anno affermavo: «Dallo Spirito Santo per i Padri sinodali chiediamo, innanzitutto, il dono dell'ascolto: ascolto di Dio, fino a sentire con Lui il grido del Popolo; ascolto del Popolo, fino a respirarvi la volontà a cui Dio ci chiama»[14]. Infine, il cammino sinodale culmina nell'ascolto del Vescovo di Roma, chiamato a pronunciarsi come «Pastore e Dottore di tutti i cristiani»[15]: non a partire dalle sue personali convinzioni, ma come supremo testimone della fides totius Ecclesiae, «garante dell'ubbidienza e della conformità della Chiesa alla volontà di Dio, al Vangelo di Cristo e alla Tradizione della Chiesa»[16]. The Synod of Bishops is the convergence point of this dynamic of listening conducted at all levels of church life. The synodal process starts by listening to the people, who “even participate in the prophetic office of Christ", according to a principle dear to the Church of the first millennium: "Quod omnes tangit ab omnibus tractari debet" [what concerns all needs to be debated by all]. The path of the Synod continues by listening to the pastors. Through the Synod Fathers, the bishops act as true stewards, interpreters and witnesses of the faith of the whole Church, who must be able to carefully distinguish from that which flows from frequently changing public opinion.
On the eve of the Synod of last year I stated: "First of all, let us ask the Holy Spirit for the gift of listeining (sic) for the Synod Fathers, so that with the Spirit, we might be able to hear the cry of the people and listen to the people until we breathe the will to which God calls us.”
Finally, the synodal process culminates in listening to the Bishop of Rome, who is called upon to pronounce as "pastor and teacher of all Christians," not based on his personal convictions but as a supreme witness of “totius fides Ecclesiae” (the whole faith of the Church), of the guarantor of obedience and the conformity of the Church to the will of God, to the Gospel of Christ and to the Tradition of the Church.
14. Il fatto che il Sinodo agisca sempre cum Petro et sub Petro - dunque non solo cum Petro, ma anche sub Petro - non è una limitazione della libertà, ma una garanzia dell'unità. Infatti il Papa è, per volontà del Signore, «il perpetuo e visibile principio e fondamento dell'unità tanto dei Vescovi quanto della moltitudine dei Fedeli»[17]. A ciò si collega il concetto di «ierarchica communio», adoperato dal Concilio Vaticano II: i Vescovi sono congiunti con il Vescovo di Roma dal vincolo della comunione episcopale (cum Petro) e sono al tempo stesso gerarchicamente sottoposti a lui quale Capo del Collegio (sub Petro)[18]. The fact that the Synod always act (sic), cum Petro et sub Petro - therefore not only cum Petro, but also sub Petro – this is not a restriction of freedom, but a guarantee of unity. In fact the Pope, by the will of the Lord, is "the perpetual and visible source and foundation of the unity both of the bishops as much as of the multitude of the faithful." To this is connected the concept of “ierarchica communio” (hierarchical communio) used by Vatican II: the Bishops being united with the Bishop of Rome by the bond of episcopal communion (cum Petro) and at the same time hierarchically subjected to him as head of the college (sub Petro).
***  
15. La sinodalità, come dimensione costitutiva della Chiesa, ci offre la cornice interpretativa più adeguata per comprendere lo stesso ministero gerarchico. Se capiamo che, come dice San Giovanni Crisostomo, «Chiesa e Sinodo sono sinonimi»[19] -perché la Chiesa non è altro che il "camminare insieme" del Gregge di Dio sui sentieri della storia incontro a Cristo Signore- capiamo pure che al suo interno nessuno può essere "elevato" al di sopra degli altri. Al contrario, nella Chiesa è necessario che qualcuno "si abbassi" per mettersi al servizio dei fratelli lungo il cammino. As a constitutive dimension of the Church, synodality gives us the more appropriate interpretive framework to understand the hierarchical ministry. If we understand as St. John Chrysostom did, that “church and synod are synonymous,” since the Church means nothing other than the common journey of the Flock of God along the paths of history towards the encounter of Christ Lord, then we understand that within the Church, no one can be raised up higher than the others. On the contrary, in the Church, it is necessary that each person be “lowered " in order to serve his or her brothers and sisters along the way.
16. Gesù ha costituito la Chiesa ponendo al suo vertice il Collegio apostolico, nel quale l'apostolo Pietro è la «roccia» (cfr. Mt 16, 18), colui che deve «confermare» i fratelli nella fede (cfr. Lc 22, 32). Ma in questa Chiesa, come in una piramide capovolta, il vertice si trova al di sotto della base. Per questo coloro che esercitano l'autorità si chiamano "ministri": perché, secondo il significato originario della parola, sono i più piccoli tra tutti. È servendo il Popolo di Dio che ciascun Vescovo diviene, per la porzione del Gregge a lui affidata, vicarius Christi[20], vicario di quel Gesù che nell'ultima cena si è chinato a lavare i piedi degli apostoli (cfr. Gv 13, 1-15). E, in un simile orizzonte, lo stesso Successore di Pietro altri non è che il servus servorum Dei[21]. Jesus founded the Church by placing at its head the Apostolic College, in which the apostle Peter is the "rock" (cfr. Mt 16:18), the one who will confirm his brothers in the faith (cfr. Lk 22: 32). But in this church, as in an inverted pyramid, the summit is located below the base. For those who exercise this authority are called "ministers" because, according to the original meaning of the word, they are the least of all. It is in serving the people of God that each Bishop becomes for that portion of the flock entrusted to him, vicarius Christi, (vicar of that Jesus who at the Last Supper stooped to wash the feet of the Apostles (cfr. Jn 13: 1-15 ). And in a similar manner, the Successor of Peter is none other than the servus servorum Dei (Servant of the servants of God).
17. Non dimentichiamolo mai! Per i discepoli di Gesù, ieri oggi e sempre, l'unica autorità è l'autorità del servizio, l'unico potere è il potere della croce, secondo le parole del Maestro: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo» (Mt 20, 25-27). Tra voi non sarà così: in quest'espressione raggiungiamo il cuore stesso del mistero della Chiesa – “tra voi non sarà così” - e riceviamo la luce necessaria per comprendere il servizio gerarchico. Let us never forget this! For the disciples of Jesus, yesterday, today and always, the only authority is the authority of the service, the only power is the power of the cross, in the words of the Master: “You know that the rulers of the nations lord it over them, and their leaders oppress them. It shall not be so among you: but whoever wants to become great among you must be your servant, and whoever wishes to be first among you must be your slave" (Mt 20:25-27). “It shall not be so among you:” in this expression we touch the heart of the mystery of the Church and receive the necessary light to understand hierarchical service.
***
18. In una Chiesa sinodale, il Sinodo dei Vescovi è solo la più evidente manifestazione di un dinamismo di comunione che ispira tutte le decisioni ecclesiali. In a Synodal Church, the Synod of Bishops is only the most obvious manifestation of a dynamism of communion that inspires all ecclesial decisions. The first level of exercize of synodality is realized in the particolar (sic) (local) Churches. After having recalled the noble institution of the diocesan Synod, in which priests and laity are called to collaborate with the Bishop for the good of the whole ecclesial community, the Code of Canon Law devotes ample space to those that are usually called “bodies of communion” in the local Church: the Council of Priests, the College of Consultors, the Chapter of Canons and the Pastoral Council. Only to the extent that these organizations are connected with those on the ground, and begin with the people and their everyday problems, can a Synodal Church begin to take shape: even when they may proceed with fatigue, they must be understood as occasions of listening and sharing.
19. Il primo livello di esercizio della sinodalità si realizza nelle Chiese particolari. Dopo aver richiamato la nobile istituzione del Sinodo diocesano, nel quale Presbiteri e Laici sono chiamati a collaborare con il Vescovo per il bene di tutta la comunità ecclesiale[22], il Codice di diritto canonico dedica ampio spazio a quelli che si è soliti chiamare gli "organismi di comunione" della Chiesa particolare: il Consiglio presbiterale, il Collegio dei Consultori, il Capitolo dei Canonici e il Consiglio pastorale[23]. Soltanto nella misura in cui questi organismi rimangono connessi col "basso" e partono dalla gente, dai problemi di ogni giorno, può incominciare a prendere forma una Chiesa sinodale: tali strumenti, che qualche volta procedono con stanchezza, devono essere valorizzati come occasione di ascolto e condivisione.
20. Il secondo livello è quello delle Province e delle Regioni Ecclesiastiche, dei Concili Particolari e in modo speciale delle Conferenze Episcopali[24]. Dobbiamo riflettere per realizzare ancor più, attraverso questi organismi, le istanze intermedie della collegialità, magari integrando e aggiornando alcuni aspetti dell'antico ordinamento ecclesiastico. L'auspicio del Concilio che tali organismi possano contribuire ad accrescere lo spirito della collegialità episcopale non si è ancora pienamente realizzato. Siamo a metà cammino, a parte del cammino. In una Chiesa sinodale, come ho già affermato, «non è opportuno che il Papa sostituisca gli Episcopati locali nel discernimento di tutte le problematiche che si prospettano nei loro territori. In questo senso, avverto la necessità di procedere in una salutare "decentralizzazione"»[25]. The second level is that of Ecclesiastical Provinces and Regions, of Particular (local Councils) and in a special way, Episcopal Conferences. We must reflect on realizing even more through these bodies – the intermediary aspects of collegiality – perhaps perhaps by integrating and updating some aspects of early church order. The hope of the Council that such bodies would help increase the spirit of episcopal collegiality has not yet been fully realized. As I have said, “In a Church Synod it is not appropriate for the Pope to replace the local Episcopates in the discernment of all the problems that lie ahead in their territories. In this sense, I feel the need to proceed in a healthy "decentralization."
21. L'ultimo livello è quello della Chiesa universale. Qui il Sinodo dei Vescovi, rappresentando l'episcopato cattolico, diventa espressione della collegialità episcopale all'interno di una Chiesa tutta sinodale[26]. Due parole diverse: “collegialità episcopale” e “Chiesa tutta sinodale”. Esso manifesta la collegialitas affectiva, la quale può pure divenire in alcune circostanze "effettiva", che con­giunge i Vescovi fra loro e con il Papa nella sollecitudine per il Popolo di Dio[27]. The last level is that of the universal Church. Here the Synod of Bishops, representing the Catholic episcopate, becomes an expression of episcopal collegiality inside a church that is synodal. It manifests the affective collegiality, which may well become in some circumstances "effective," joining the Bishops among themselves and with the Pope in the solicitude for the People God.
***  
22. L'impegno a edificare una Chiesa sinodale -missione alla quale tutti siamo chiamati, ciascuno nel ruolo che il Signore gli affida- è gravido di implicazioni ecumeniche. Per questa ragione, parlando a una delegazione del patriarcato di Costantinopoli, ho recentemente ribadito la convinzione che «l'attento esame di come si articolano nella vita della Chiesa il principio della sinodalità ed il servizio di colui che presiede offrirà un contributo significativo al progresso delle relazioni tra le nostre Chiese»[28]. The commitment to build a Synodal Church to which all are called – each with his or her role entrusted to them by the Lord is loaded with ecumenical impications. For this reason, talking recently to a delegation of the Patriarchate of Constantinople, I reiterated the conviction that "careful consideration of how to articulate in the Church's life the principle of collegiality and the service of the one who presides offers a significant contribution to the progress of relations between our Churches."
23. Sono persuaso che, in una Chiesa sinodale, anche l'esercizio del primato petrino potrà ricevere maggiore luce. Il Papa non sta, da solo, al di sopra della Chiesa; ma dentro di essa come Battezzato tra i Battezzati e dentro il Collegio episcopale come Vescovo tra i Vescovi, chiamato al contempo -come Successore dell'apostolo Pietro- a guidare la Chiesa di Roma che presiede nell'amore tutte le Chiese[29]. I am convinced that in a synodal Church, the exercise of the Petrine primacy will receive greater light. The Pope is not, by himself, above the Church; but inside it as one baptized among the baptized, and within the College of Bishops as Bishop among Bishops; as one called at the same time as Successor of Peter – to lead the Church of Rome which presides in charity over all the Churches.
24. Mentre ribadisco la necessità e l'urgenza di pensare a «una conversione del papato»[30], volentieri ripeto le parole del mio predecessore il Papa Giovanni Paolo II: «Quale Vescovo di Roma so bene [...] che la comunione piena e visibile di tutte le comunità, nelle quali in virtù della fedeltà di Dio abita il suo Spirito, è il desiderio ardente di Cristo. Sono convinto di avere a questo riguardo una responsabilità particolare, soprattutto nel constatare l'aspirazione ecumenica della maggior parte delle Comunità cristiane e ascoltando la domanda che mi è rivolta di trovare una forma di esercizio del primato che, pur non rinunciando in nessun modo all'essenziale della sua missione, si apra ad una situazione nuova»[31]. While I reiterate the need and urgency to think of " a conversion of the papacy,” I gladly repeat the words of my predecessor Pope John Paul II: "As Bishop of Rome I know well [...] that the full and visible communion of all the communities in which, by virtue of God's faithfulness, his Spirit dwells, is the ardent desire of Christ. I am convinced that you have in this regard a special responsibility, above all in acknowledging the ecumenical aspirations of the majority of the Christian Communities and in heeding the request made of me to find a form of exercise of the primacy which, while in no way renouncing what is essential to its mission, is nonetheless open to a new situation.”
25. Il nostro sguardo si allarga anche all'umanità. Una Chiesa sinodale è come vessillo innalzato tra le nazioni (cfr. Is 11, 12) in un mondo che -pur invocando partecipazione, solidarietà e trasparenza nell'amministrazione della cosa pubblica- consegna spesso il destino di intere popolazioni nelle mani avide di ristretti gruppi di potere. Come Chiesa che "cammina insieme" agli uomini, partecipe dei travagli della storia, coltiviamo il sogno che la riscoperta della dignità inviolabile dei popoli e della funzione di servizio dell'autorità potranno aiutare anche la società civile a edificarsi nella giustizia e nella fraternità, generando un mondo più bello e più degno dell'uomo per le generazioni che verranno dopo di noi[32]. Grazie. Our gaze extends also to humanity. A synodal church is like a banner lifted up among the nations (cfr. Is 11:12) in a world that even though invites participation, solidarity and transparency in public administration – often hands over the destiny of entire populations into the greedy hands of restricted groups of the powerful. As a Church that “walks together" with men and women, sharing the hardships of history, let us cultivate the dream that the rediscovery of the inviolable dignity of peoples and the exercize of authority, even now will be able to help civil society to be founded on justice and fraternity, generating a more beautiful and worthy world for mankind and for the generations that will come after us.

[1] Cfr. FRANCESCO, Lettera al Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, Em.mo Card. Lorenzo Baldisseri, in occasione dell 'elevazione alla dignità episcopale del Sotto-Segretario, Rev.mo Mons. Fabio Fabene, 1° aprile 2014.

[2] Cfr. BEATO PAOLO VI, Discorso per l'inizio dei lavori della I Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, 30 settembre 1967.

[3] BEATO PAOLO VI, motu proprio Apostolica Sollicitudo, 15 settembre 1965, proemio.

[4] SAN GIOVANNI PAOLO II, Omelia nella conclusione della VI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, 29 ottobre 1983.

[5] Cfr. AAS 98 (2006), 755-779.

[6] CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, cost. dogm. Lumen gentium, 21 novembre 1964, 10.

[7] Ibid., 12.

[8] FRANCESCO, esort. ap. Evangelii gaudium, 24 novembre 2013, 119.

[9] Ibid., 120.

[10] Cfr. FRANCESCO, Discorso in occasione dell'Incontro con i Vescovi responsabili del Consiglio Episcopale Latinoamericano (C.E.L.A.M) in occasione della Riunione generale di Coordinamento, Rio de Janeiro, 28 luglio 2013; ID., Discorso in occasione dell'Incontro con il Clero, Persone di Vita consacrata, e Membri di Consigli pastorali, Assisi, 4 ottobre 2013.

[11] Cfr. CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, cost. past. Gaudium et spes, 7 dicembre 1965, 1.

[12] Ibid., 170.

[13] CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, cost. dogm. Lumen gentium, 12.

[14] FRANCESCO, Discorso in occasione della Veglia di preghiera in preparazione al Sinodo sulla famiglia, 4 ottobre 2014.

[15] CONCILIO ECUMENICO VATICANO I, cost. dogm. Pastor Aeternus, 18 luglio 1870, cap. IV: Denz. 3074. Cfr. anche CODEX IURIS CANONICI, can. 749, § 1.

[16] FRANCESCO, Discorso per la Conclusione della III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Ve­scovi, 18 ottobre 2014.

[17] CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, cost. dogm. Lumen gentium, 23. Cfr. anche CONCILIO ECUMENICO VATICANO I, cost. dogm. Pastor Aeternus, prologo: Denz. 3051.

[18] Cfr. CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, cost. dogm. Lumen gentium, 22; ID., decr. Christus Dominus, 28 ottobre 1965, 4.

[19] SAN GIOVANNI CRISOSTOMO, Explicatio in Ps. 149: PG 55, 493.

[20] Cfr. CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, cost. dogm. Lumen gentium, 27.

[21] Cfr. FRANCESCO, Discorso per la Conclusione della III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, 18 ottobre 2014.

[22] Cfr. CODEX IURIS CANONICI, cann. 460-468.

[23] Cfr. ibid., cann. 495-514.

[24] Cfr. ibid., cann. 431-459.

[25] FRANCESCO, esort. ap. Evangelii gaudium, 16. Cfr. anche ibid, 32.

[26] Cfr. CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, decr. Christus Dominus, 5; anche CODEX IURIS CANONICI, cann. 342-348.

[27] Cfr. SAN GIOVANNI PAOLO II, esort. ap. postsinod. Pastores gregis, 16 ottobre 2003, 8.

[28] FRANCESCO, Discorso alla Delegazione Ecumenica del Patriarcato di Costantinopoli, 27 giugno 2015.

[29] Cfr. SANT'IGNAZIO DI ANTIOCHIA, Epistula ad Romanos, proemio: PG 5, 686.

[30] FRANCESCO, esort. ap. Evangelii gaudium, 32.

[31] SAN GIOVANNI PAOLO II, lett. enc. Ut unum sint, 25 maggio 1995, 95.

[32] Cfr. FRANCESCO, esort. ap. Evangelii gaudium, 186-192; ID., lett. enc. Laudato si', 24 maggio 2015, 156­162.

[01750-IT.02] [Testo originale: Italiano]

[B0794-XX.02]